Una coppia rientra in Francia con un atto di nascita redatto all’estero, che indica due genitori intenzionali e una madre surrogata. In municipio viene loro rifiutata la trascrizione. Il motivo del blocco si riassume in una frase: qualsiasi convenzione relativa alla procreazione o alla gestazione per conto altrui è nulla. È il testo esatto dell’articolo 16-7 del Codice civile, e le sue conseguenze vanno ben oltre il principio enunciato.
Nullità della convenzione di GPA: cosa prevede esattamente l’articolo 16-7
Si legge spesso che la GPA è «vietata» in Francia. La formulazione giuridica è più radicale: la convenzione è nulla di diritto. La distinzione è importante. Un divieto può prevedere eccezioni o deroghe. La nullità di ordine pubblico, confermata dall’articolo 16-9 del Codice civile, significa che nessun tribunale francese può dare efficacia a un simile contratto, neppure in parte.
La nullità colpisce sia le convenzioni a titolo oneroso sia quelle presentate come altruistiche. Che una donna accetti di portare in grembo un bambino gratuitamente o dietro compenso non cambia nulla: la gratuità non rende valida la convenzione. Il diritto francese rifiuta il principio stesso della gestazione per conto di terzi, qualunque sia la formula finanziaria adottata.
La norma deriva dalla legge sulla bioetica del 29 luglio 1994, che ha codificato una posizione già espressa dalla Corte di cassazione con una sentenza dell’assemblea plenaria del 31 maggio 1991. All’epoca, la Corte suprema aveva richiamato due principi: l’indisponibilità del corpo umano e l’indisponibilità dello stato delle persone. Integrando l’articolo 16-7 del Codice civile con una sanzione penale, il legislatore ha blindato il sistema su entrambi i fronti, civile e penale.
Sanzioni penali e portata del divieto di GPA in Francia

L’articolo 227-12 del Codice penale prevede una pena detentiva di sei mesi e un’ammenda di 7.500 euro per chiunque faccia da intermediario tra una persona o una coppia che desidera ricorrere alla GPA e una donna disposta a portare in grembo il bambino. La sanzione colpisce l’intermediario, non soltanto le parti della convenzione.
Nella pratica, i procedimenti penali sul territorio francese restano rari. Il contenzioso si concentra sulle conseguenze civili, in particolare sulla trascrizione degli atti di nascita stranieri. Di norma, i genitori intenzionali che si recano in un Paese in cui la GPA è legale non vengono perseguiti al loro ritorno, ma si scontrano con un muro amministrativo quando cercano di stabilire la filiazione secondo il diritto francese.
Il Consiglio costituzionale ha confermato che l’estensione del matrimonio alle coppie dello stesso sesso, introdotta dalla legge del 17 maggio 2013, non ha modificato la portata dell’articolo 16-7. La parità dei diritti in materia di matrimonio e di filiazione adottiva non apre alcuna breccia nel divieto di GPA.
Filiazione dei bambini nati da GPA all’estero: trascrizione ed exequatur
Il terreno più conflittuale riguarda i bambini già nati. Rifiutare qualsiasi riconoscimento della filiazione significava penalizzare il bambino per una scelta che non aveva compiuto. Nel 2014 la Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato la Francia su questa base, ritenendo che il rifiuto di trascrizione violasse il diritto del bambino al rispetto della vita privata.
Da allora, la giurisprudenza francese distingue due procedure che producono effetti diversi:
- La trascrizione dell’atto di nascita straniero nei registri dello stato civile francese, che riguarda la conformità dell’atto alla realtà dei fatti, in particolare alla filiazione biologica del padre intenzionale.
- L’exequatur di una sentenza straniera, che richiede di verificare la regolarità della procedura seguita all’estero, compreso il consenso libero e informato della gestante.
Le due procedure richiedono documenti e verifiche diversi. La documentazione probatoria, in particolare i consensi raccolti nel Paese d’origine, diventa una questione concreta per le famiglie interessate.
Riconoscere la filiazione non significa legalizzare la GPA
Questo aspetto è spesso frainteso. Quando un tribunale francese ordina la trascrizione di un atto di nascita, non convalida la convenzione di GPA. Prende atto di una situazione di fatto: un bambino esiste, ha un legame biologico con almeno uno dei genitori intenzionali e il suo superiore interesse richiede che disponga di uno stato civile completo in Francia.
Nella pratica, la madre surrogata non compare come genitore nello stato civile francese, anche se figura nell’atto straniero.
GPA e ordine pubblico: i limiti che il diritto francese mantiene

Il divieto sancito dall’articolo 16-7 si fonda su principi che il legislatore non ha rimesso in discussione nelle successive revisioni delle leggi sulla bioetica. Tre pilastri strutturano questo rifiuto:
- L’indisponibilità del corpo umano: la capacità di gestazione non può essere oggetto di un contratto.
- L’indisponibilità dello stato delle persone: la filiazione non può essere negoziata mediante un accordo privato.
- La dignità della persona umana: il rischio di strumentalizzare la donna che porta in grembo il bambino è considerato incompatibile con questo principio.
Questi fondamenti spiegano perché le proposte di legalizzazione della GPA, anche in forma «etica» o regolamentata, incontrino una forte resistenza giuridica. Ogni progetto di revisione delle leggi sulla bioetica riapre il dibattito, ma il legislatore non modifica il testo dell’articolo 16-7.
La situazione varia da un Paese europeo all’altro. Alcuni autorizzano la GPA altruistica a condizioni rigorose, altri la vietano del tutto. La Francia si colloca tra i Paesi che applicano un divieto assoluto, con una precisazione importante: il riconoscimento della filiazione del bambino avanza per via giurisprudenziale, senza che venga meno il principio del divieto della convenzione.
Il diritto francese traccia dunque una linea di demarcazione tra la tutela del bambino nato e il rifiuto di convalidare il processo che ne ha determinato la nascita.



